Il cane, oltre a essere un fedele compagno dell’uomo, è anche un soggetto giuridico regolato da normative specifiche che ne disciplinano l’allevamento, la vendita e il possesso. In Italia, il quadro normativo è articolato e mira a garantire sia il benessere animale sia la trasparenza delle attività economiche connesse.
Allevamento e Vendita
L’allevamento dei cani può essere inquadrato come attività agricola o attività commerciale, a seconda delle modalità con cui viene esercitato. La Legge n. 349/1993 definisce l’attività cinotecnica come l’insieme delle attività volte all’allevamento, alla selezione e all’addestramento delle razze canine. Se i redditi derivanti da queste attività risultano prevalenti rispetto ad altre attività non agricole, l’allevamento può essere considerato parte integrante dell’attività agricola.
Inoltre, il Decreto Ministeriale del 20 aprile 2006 ha incluso i cani tra le specie animali per cui si applica la determinazione del reddito su base catastale, rendendo possibile, in determinati casi, l’applicazione del regime fiscale agricolo anche per l’allevamento canino.
Questa distinzione ha implicazioni fiscali e amministrative rilevanti, influenzando il tipo di autorizzazioni necessarie, il regime IVA applicabile e la modalità di dichiarazione dei redditi. È quindi fondamentale che chi intende avviare un’attività di allevamento o vendita di cani sia consapevole del quadro normativo vigente e si affidi a professionisti o enti competenti per la corretta gestione legale e fiscale dell’attività.
Possesso e Responsabilità
Il possesso di un cane comporta responsabilità legali precise per il proprietario, che non si limitano alla cura dell’animale, ma si estendono alla tutela della sicurezza pubblica. Secondo il Codice Civile italiano, il proprietario – o chi ha la custodia dell’animale – è responsabile per tutti i danni causati dal cane a terzi, siano essi fisici, materiali o morali, anche in assenza di colpa diretta.
Questa responsabilità può essere esclusa solo in caso di evento fortuito, ovvero un comportamento imprevedibile e inevitabile, come una condotta gravemente colposa della vittima. In aggiunta, il Codice Penale disciplina la condotta illecita di omessa custodia e il malgoverno degli animali, prevedendo sanzioni amministrative per chi non controlla adeguatamente il proprio cane.
È quindi fondamentale che i proprietari si assicurino che i loro cani siano adeguatamente addestrati, gestiti con responsabilità e tenuti sotto controllo, soprattutto in luoghi pubblici. L’uso di guinzaglio, museruola (quando previsto) e la registrazione all’anagrafe canina sono strumenti essenziali per garantire la convivenza civile e prevenire incidenti.
Normative Sanitarie
I cani devono essere registrati presso l’anagrafe canina e devono essere sottoposti a vaccinazioni obbligatorie. Le normative sanitarie mirano a prevenire la diffusione di malattie e a garantire il benessere degli animali. Inoltre, i cani devono essere microchippati per facilitarne l’identificazione in caso di smarrimento.
Ecco alcuni dettagli aggiuntivi sulle normative sanitarie per gli animali in Italia.
- Registrazione e Identificazione
Tutti i cani devono essere registrati presso l’anagrafe canina regionale e devono essere identificati tramite microchip. Il microchip deve essere inserito da un veterinario e registrato entro 30 giorni dalla nascita del cane o entro 15 giorni dall’acquisizione
- Vaccinazioni Obbligatorie
Le vaccinazioni sono fondamentali per prevenire la diffusione di malattie. In Italia, la vaccinazione contro la rabbia è obbligatoria per i cani che viaggiano all’estero o che partecipano a manifestazioni pubbliche. Altre vaccinazioni raccomandate includono quelle contro il cimurro, la parvovirosi, l’epatite infettiva e la leptospirosi
- Normative per il Trasporto
Quando si viaggia con animali da compagnia, è necessario rispettare le normative europee che disciplinano la movimentazione non commerciale degli animali. Queste normative richiedono che gli animali siano identificati da un microchip e abbiano un passaporto europeo per animali da compagnia, che attesti la validità delle vaccinazioni
- Prevenzione della Rabbia
La prevenzione della rabbia è una priorità per la sanità pubblica. Il Regolamento (UE) 576/2013 disciplina la movimentazione degli animali da compagnia tra i Paesi membri dell’Unione Europea e provenienti dai Paesi terzi, con particolare attenzione alla prevenzione della rabbia
Diritti degli Animali
In Italia, i diritti degli animali sono tutelati da un insieme di normative costituzionali, penali e sovranazionaliche mirano a garantire il loro benessere e a prevenire i maltrattamenti. Ecco una panoramica delle principali disposizioni attualmente in vigore.
- Costituzione Italiana
Nel 2022, la Costituzione italiana è stata modificata per includere la tutela degli animali tra i principi fondamentali. Gli articoli 9 e 41 ora riconoscono l’importanza della protezione dell’ambiente e degli animali
- Codice Penale
Il Codice Penale italiano prevede sanzioni severe per chi maltratta o uccide animali. Ad esempio, l’articolo 544-bis punisce con la reclusione da quattro mesi a due anni chiunque, per crudeltà o senza necessità, provoca la morte di un animale
- Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale
Proclamata a Parigi nel 1978 dall’UNESCO e dalla Lega Internazionale dei Diritti dell’Animale, questa dichiarazione – pur non vincolante – rappresenta un riferimento etico importante. Essa riconosce agli animali il diritto a vivere senza sofferenze inutili, a essere rispettati e protetti dall’uomo.
- Le Cinque Libertà
Il concetto delle “Cinque Libertà”, elaborato nel Regno Unito e adottato a livello internazionale, è oggi un principio guida per il benessere animale. Esse includono:
- Libertà dalla fame e dalla sete.
- Libertà da malattie e ferite.
- Libertà di esprimere comportamenti naturali.
- Libertà da paura e stress.
- Libertà da disagio fisico e termico
- Normative Europee
L’Italia è vincolata anche dalle normative dell’Unione Europea, che riconoscono gli animali come esseri senzienti. Il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), all’articolo 13, impone agli Stati membri di tenere conto del benessere animale nella formulazione e attuazione delle politiche nei settori dell’agricoltura, del trasporto, della ricerca scientifica e della protezione ambientale.
Responsabilità Civile
Secondo l’articolo 2052 del Codice Civile italiano, il proprietario di un animale è responsabile dei danni causati dall’animale a terzi, sia che l’animale fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito.
Ad esempio:
- Danni fisici: Se un cane morde una persona, il proprietario è tenuto a risarcire i danni fisici subiti dalla vittima.
Danni materiali: Se un cane danneggia la proprietà di qualcun altro, come un giardino o un veicolo, il proprietario deve risarcire i danni materiali.
Responsabilità Penale
Il proprietario può essere penalmente responsabile per lesioni personali colpose se l’animale causa danni fisici a una persona. L’articolo 590 del Codice Penale prevede pene che variano in base alla gravità delle lesioni.
Ad esempio:
- Lesioni personali: Se un cane aggredisce una persona causando lesioni, il proprietario può essere accusato di lesioni personali colpose e rischia una condanna penale.
Responsabilità per Rumori e Odori Molesti
Il proprietario è responsabile anche per i rumori e gli odori molesti causati dall’animale, quando questi superano la soglia di tollerabilità, possono essere considerati molesti e il proprietario dell’animale può essere ritenuto responsabile.
Ad esempio:
Abbaio continuo: Se un cane abbaia incessantemente disturbando i vicini, il proprietario può essere soggetto a sanzioni per disturbo della quiete pubblica. Il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone è previsto dall’articolo 659 del Codice Penale
Condizioni igieniche precarie: Se un proprietario tiene un numero eccessivo di animali in casa senza garantire adeguate condizioni igieniche, causando odori nauseabondi che disturbano i vicini, può essere condannato per immissioni olfattive moleste.
Norme Condominiali
Il regolamento di condominio non può vietare il possesso di animali domestici, ma i proprietari devono rispettare le regole di buon senso e vivere civile. Un numero eccessivo di animali può compromettere il decoro del condominio e causare problemi di convivenza.
Responsabilità per la Custodia Temporanea
La responsabilità non è limitata al proprietario, ma si estende anche a chi ha l’animale in custodia temporanea. Ad esempio, se un vicino porta a passeggio il cane e questo morde qualcuno, il vicino può essere ritenuto responsabile per i danni causati.
Conclusione
Essere proprietari di un cane comporta una serie di responsabilità legali e morali che mirano a garantire il benessere dell’animale e la sicurezza delle persone. In Italia, il proprietario è soggetto a responsabilità oggettiva per i danni causati dal proprio cane, come stabilito dal Codice Civile: ciò significa che è responsabile anche in assenza di colpa, salvo che riesca a dimostrare il caso fortuito.
Inoltre, il Codice Penale disciplina l’omessa custodia e il malgoverno di animali, prevedendo sanzioni amministrative per chi non adotta le dovute precauzioni, come l’uso del guinzaglio o della museruola nei contesti previsti.
Il cane, oggi, è molto più di un semplice animale domestico: è un soggetto giuridico tutelato, con diritti riconosciuti dalla Costituzione italiana, dal Codice Penale, dal diritto europeo e da principi etici internazionali. La legislazione italiana in materia di diritti degli animali è articolata e in continua evoluzione, ma ha un obiettivo chiaro: garantire che ogni animale sia trattato con rispetto, dignità e responsabilità.
È quindi fondamentale che i cittadini siano consapevoli delle normative vigenti, non solo per evitare conseguenze legali, ma per contribuire attivamente a una società più giusta e rispettosa verso tutti gli esseri viventi.
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