Le semi-maschere filtranti antipolvere, comunemente note come facciali filtranti, sono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) progettati per proteggere le vie respiratorie da particelle solide e liquide presenti nell’aria. Sono costituite prevalentemente da materiale filtrante in tessuto non tessuto e dotate di una bardatura del capo, generalmente composta da elastici, per garantire una corretta aderenza al viso.
Questi dispositivi possono includere elementi aggiuntivi come:
- una valvola di espirazione, che facilita la fuoriuscita dell’aria espirata, migliorando il comfort e riducendo la sensazione di calore;
- un ferretto stringinaso, per aumentare l’aderenza nella zona nasale;
- una guarnizione facciale, parziale o totale, per migliorare la tenuta e il comfort;
- uno strato di carbone attivo, utile per ridurre gli odori sgradevoli.
Le forme più comuni includono modelli a coppa (o conchiglia), pieghevoli a due lembi (orizzontali o verticali) e pieghevoli a tre lembi.
Funzionamento e requisiti tecnici
La semimaschera filtrante deve essere indossata in modo da coprire naso, bocca e mento, assicurando che l’aria inspirata passi esclusivamente attraverso il materiale filtrante. Questo materiale agisce sia meccanicamente sia elettrostaticamente, trattenendo particelle e aerosol con diametro medio di circa 0,4 micron.
Il riferimento normativo per questi dispositivi è lo Standard Europeo EN 149:2001+A1:2009, che ne definisce i requisiti prestazionali, i metodi di prova e la classificazione in base all’efficienza filtrante e alla tenuta al viso. Le tre classi previste sono:
- FFP1: perdita massima totale verso l’interno pari al 25%;
- FFP2: perdita massima pari all’11%;
- FFP3: perdita massima pari al 5%.
Conformità al Regolamento (UE) 2016/425
Per essere immessi sul mercato europeo come DPI, i facciali filtranti devono rispettare i requisiti del Regolamento (UE) 2016/425, che li classifica come dispositivi di categoria III, ovvero destinati a proteggere da rischi mortali o lesioni gravi. In quanto tali, devono essere certificati da un Organismo Notificato, che verifica la conformità del prodotto alla norma armonizzata EN 149:2001+A1:2009.
Il rispetto di questa norma consente l’apposizione del marchio CE, accompagnato da un codice numerico a quattro cifre che identifica l’Organismo Notificato responsabile della certificazione. Questo codice rappresenta una garanzia di affidabilità per il consumatore.
Prestazioni e marcatura
Le maschere filtranti classificate come DPI devono garantire:
- elevata capacità filtrante nei confronti di particelle e goccioline;
- ottima respirabilità, anche in condizioni di utilizzo prolungato;
- indicazioni chiare sulla confezione e sul prodotto, tra cui: riferimento alla norma tecnica, marchio CE, codice dell’Organismo Notificato, e classificazione (es. FFP2 NR D o FFP3 R D).
Prove di laboratorio e certificazione
Organismi come ITEC, Notificato per i DPI, eseguono prove specifiche per la certificazione dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Tra i test principali figurano:
- prova di perdita di tenuta verso l’interno;
- prova di penetrazione del materiale filtrante;
- prova di resistenza respiratoria.
Altri test includono:
- infiammabilità;
- prove pratiche di impiego;
- tenore di anidride carbonica nell’aria inspirata;
- resistenza del fissaggio della valvola di espirazione (se presente);
- intasamento con polvere di Dolomite, per dispositivi riutilizzabili.
La certificazione dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie è un processo rigoroso e normato, essenziale per garantire la sicurezza degli utilizzatori e la conformità ai requisiti europei. Conoscere le caratteristiche tecniche, le classi di protezione e i riferimenti normativi consente di scegliere consapevolmente dispositivi efficaci e affidabili. In un contesto in cui la protezione individuale è sempre più centrale, la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti certificati rappresentano un valore aggiunto per aziende e cittadini.
ITEC è organismo Notificato per i Dispositivi di Protezione Individuale ed è dotata di un laboratorio dedicato per le prove sui dispositivi delle vie respiratorie.
I TEST PRINCIPALI che siamo in grado di fornire sono:
- prova di perdita di tenuta verso l’interno
- prova di penetrazione del materiale filtrante
- prova di resistenza respiratoria Altre prove sono quelle di infiammabilità, pratiche di impiego, tenore di anidride carbonica dell’aria di inspirazione, resistenza di fissaggio del porta valvola della valvola di espirazione (se presente) e intasamento con polvere di Dolomite, se richiesto dal cliente nel caso di dispositivi riutilizzabili. prova di perdita di tenuta verso l’interno
- prova di penetrazione del materiale filtrante
- prova di resistenza respiratoria
- Infiammabilità
- Prove pratiche di impiego
- Tenore di anidride carbonica dell’aria di inspirazione
- Resistenza di fissaggio della valvola di espirazione (se presente)
- Intasamento con polvere di Dolomite, se richiesto dal cliente nel caso di dispositivi riutilizzabili.
Se desideri maggiori dettagli sui dispositivi di protezione individuale, il nostro team di esperti è a tua disposizione per rispondere a tutte le tue domande.
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